Dopo solo una settimana dal lancio del mio sito e dalla costruzione di backlink, si trova ora per 2 parole chiave a pagina 5 di Google.
E' decisamente un buon risultato, vediamo se il metodo affiloblueprint continuerà a dare i suoi frutti...
Tutto ciò che avete sempre cercato di sapere su DropShip, Affiliazioni, E-Commerce, Web Marketing ma non avete mai trovato in rete.
domenica 11 aprile 2010
martedì 2 marzo 2010
Al via 12 settimane di corso in lingua inglese su Clickbank: Affiloblueprint
In realtà il via è stato il 13 gennaio 2010, pertanto mi trovo al momento alla settimana n. 7.
Cosa dire di questo corso, perchè alla fine è riduttivo parlare di guida, che sta occupando praticamente tutto il mio tempo libero giorno e notte?
Trovato dopo un mese di ricerca di guide clickbank italiane e americane, posso dire che è incredibile, e vi spiego in punti il perchè:
1) è creato da un team, non da uno dei soliti "guru" che scrive il libro e si dedica ad altro. Un team di persone che si mette a disposizione rispondendo in tempi record attraverso il forum privato ad ogni domanda che possa sorgere a chi segue passo passo le lezioni del corso.
2) Contiene 55 video lezioni divise in 12 settimane, che partendo dal come trovare una nicchia per il tuo futuro guadagno arrivano a coprire tutti gli argomenti necessari per guadagnare online: come riempire il sito di contenuti, come trovare le parole chiave profittevoli, come creare un sito con wordpress, come ottimizzarlo con le più aggiornate tecniche di SEO.
3) Tutto è spiegato fino nei minimi dettagli, non richiede veramente alcuna conoscenza di base ma allo stesso tempo può essere utile per chi già mastica di internet marketing.
Solo 3 punti? Si, perchè già questi dovrebbero bastare per farvi capire che non si sta parlando della solita guida.
Il sito tipo che imparerete a creare? Eccolo: www.wowblackbook.com
Visto? Vi sembra troppo semplice? Sappiate che quel sito, creato da Mark Ling (milionario dell'internet marketing e creatore di Affiloblueprint) è valutato più di 40.000 $, e rende 500 $ la settimana. E sapete qual è il bello? Che il numero di siti creabili in quel modo è limitato solamente dal tempo a disposizione.
Parliamo degli aspetti negativi, se così si possono chiamare.
1: non è per chi non mastica almeno l'inglese scolastico. Tutti i video sono in lingua inglese (io non sono una cima ma li comprendo al 95%), ma anche per chi non ha orecchio per la lingua c'è la soluzione: ogni video è accompagnato da una guida pdf.
2: per sviluppare il sito nel pieno delle sue potenzialità c'è da sostenere un costo di servizi (non obbligatori, ma comunque utili come la scrittura degli articoli, il software di directory e blog submitter, l'autorisponditore) che si aggira sulle 100 euro mensili.
3: richiede tempo. Non è la solita guida che promette centinaia di migliaia di euro già dal primo mese. E' un secondo lavoro, richiede dedizione, impegno e costanza.
Se avete intenzione di guadagnare con il mercato americano delle affiliazioni, che funziona molto meglio di quello italiano (che è solamente una brutta copia di quello USA), se conoscete un po di inglese, avete qualche soldo e soprattutto tempo da investire non perdete altro tempo a cercare altre guide.
Parola di chi ne ha provate davvero tante.
Non aspettate oltre e cliccate qua sotto per andare alla pagina di Affiloblueprint.
Cosa dire di questo corso, perchè alla fine è riduttivo parlare di guida, che sta occupando praticamente tutto il mio tempo libero giorno e notte?
Trovato dopo un mese di ricerca di guide clickbank italiane e americane, posso dire che è incredibile, e vi spiego in punti il perchè:
1) è creato da un team, non da uno dei soliti "guru" che scrive il libro e si dedica ad altro. Un team di persone che si mette a disposizione rispondendo in tempi record attraverso il forum privato ad ogni domanda che possa sorgere a chi segue passo passo le lezioni del corso.
2) Contiene 55 video lezioni divise in 12 settimane, che partendo dal come trovare una nicchia per il tuo futuro guadagno arrivano a coprire tutti gli argomenti necessari per guadagnare online: come riempire il sito di contenuti, come trovare le parole chiave profittevoli, come creare un sito con wordpress, come ottimizzarlo con le più aggiornate tecniche di SEO.
3) Tutto è spiegato fino nei minimi dettagli, non richiede veramente alcuna conoscenza di base ma allo stesso tempo può essere utile per chi già mastica di internet marketing.
Solo 3 punti? Si, perchè già questi dovrebbero bastare per farvi capire che non si sta parlando della solita guida.
Il sito tipo che imparerete a creare? Eccolo: www.wowblackbook.com
Visto? Vi sembra troppo semplice? Sappiate che quel sito, creato da Mark Ling (milionario dell'internet marketing e creatore di Affiloblueprint) è valutato più di 40.000 $, e rende 500 $ la settimana. E sapete qual è il bello? Che il numero di siti creabili in quel modo è limitato solamente dal tempo a disposizione.
Parliamo degli aspetti negativi, se così si possono chiamare.
1: non è per chi non mastica almeno l'inglese scolastico. Tutti i video sono in lingua inglese (io non sono una cima ma li comprendo al 95%), ma anche per chi non ha orecchio per la lingua c'è la soluzione: ogni video è accompagnato da una guida pdf.
2: per sviluppare il sito nel pieno delle sue potenzialità c'è da sostenere un costo di servizi (non obbligatori, ma comunque utili come la scrittura degli articoli, il software di directory e blog submitter, l'autorisponditore) che si aggira sulle 100 euro mensili.
3: richiede tempo. Non è la solita guida che promette centinaia di migliaia di euro già dal primo mese. E' un secondo lavoro, richiede dedizione, impegno e costanza.
Se avete intenzione di guadagnare con il mercato americano delle affiliazioni, che funziona molto meglio di quello italiano (che è solamente una brutta copia di quello USA), se conoscete un po di inglese, avete qualche soldo e soprattutto tempo da investire non perdete altro tempo a cercare altre guide.
Parola di chi ne ha provate davvero tante.
Non aspettate oltre e cliccate qua sotto per andare alla pagina di Affiloblueprint.
martedì 16 febbraio 2010
mediaset vs youtube: modello cinese in arrivo
I nostri decrepiti e benpensanti giudici, immersi nella loro totale ignoranza informatica e nella assoluta incapacità di prendere decisioni che non siano ancorate al paleolitico, danno ragione a mediaset: you tube deve rimuovere i clip sul grande fratello.
anche se fa schifo pensare che quei clip sono i più cliccati (indice ancora più forte che probabilmente l'italia merita di essere governata da emeriti coglioni, papponi, pervertiti e ladri - dopottuto sono i popoli di ignoranti quelli più facili da governare) you tube deve ora provvedere a rimuovere quei filmati, perchè non ne detiene i diritti.
non capisce che non è possibile mettere un limite ad una marea di internauti...a meno che quelli di google non diventino a loro volta sentinelle in cerca di arginare milioni di upload.
quindi il vecchiume che prende le decisioni nel paese delle banane non capisce che la tv è una malata terminale, e che la rete la surclasserà, perchè in grado di garantire libertà di vedere quello che si vuole, quando si vuole, a costo 0 e senza pubblicità invasiva. e cerca quindi di salvarla a tutti i costi, allo stesso modo in cui si fa una trasfusione ad un cadavere.
la sentenza apre un pericoloso precedente, perchè tutti questi finti editori di contenuti spazzatura tipo mediaset rischiano di continuare ad avere importanza nel panorama dell'informazione e a ricevere contributi statali (vedi canone rai) nonchè incentivi di vario genere.
il prossimo passo sarà chiudere skype, perchè assolutamente non intercettabile in alcun modo, nonchè distributore di telefonia di cui non detiene i diritti.
ma per favore.
anche se fa schifo pensare che quei clip sono i più cliccati (indice ancora più forte che probabilmente l'italia merita di essere governata da emeriti coglioni, papponi, pervertiti e ladri - dopottuto sono i popoli di ignoranti quelli più facili da governare) you tube deve ora provvedere a rimuovere quei filmati, perchè non ne detiene i diritti.
non capisce che non è possibile mettere un limite ad una marea di internauti...a meno che quelli di google non diventino a loro volta sentinelle in cerca di arginare milioni di upload.
quindi il vecchiume che prende le decisioni nel paese delle banane non capisce che la tv è una malata terminale, e che la rete la surclasserà, perchè in grado di garantire libertà di vedere quello che si vuole, quando si vuole, a costo 0 e senza pubblicità invasiva. e cerca quindi di salvarla a tutti i costi, allo stesso modo in cui si fa una trasfusione ad un cadavere.
la sentenza apre un pericoloso precedente, perchè tutti questi finti editori di contenuti spazzatura tipo mediaset rischiano di continuare ad avere importanza nel panorama dell'informazione e a ricevere contributi statali (vedi canone rai) nonchè incentivi di vario genere.
il prossimo passo sarà chiudere skype, perchè assolutamente non intercettabile in alcun modo, nonchè distributore di telefonia di cui non detiene i diritti.
ma per favore.
lunedì 28 dicembre 2009
Le affiliazioni italiane fanno davvero guadagnare?
La risposta a questa domanda è molto semplice: si, ma chi ci riesce è una percentuale veramente bassissima di persone.
Perchè? Perchè il mercato italiano è POVERO.
Povero dal lato della domanda: gli italiani che comprano su internet sono veramente pochi, meno ancora quelli che usano paypal, meno ancora quelli che comprano infoprodotti.
Povero dal lato dell'offerta: focus degli editori sul guadagno online (che in Italia funziona poco e male), contenuti di scarsa qualità (a parte poche eccezioni).
Quindi chi guadagna veramente qualcosa con le affiliazioni sono quei pochi informaketer che sono riusciti, con costanza, investimenti e professionalità, a farsi un nome.
Una nota anche per loro: basta farsi pubblicità a videnda per favore! (il plurinominato e discusso/discutibile Mauro Franco almeno su questo ha ragione al 100%).
Una via d'uscita (relativamente al mercato delle affiliazioni) sembra esserci, ma bisogna andare oltre oceano: clickbank.
Un ragionamento semplicistico: domanda e offerta del mercato USA (comprendendo anche quello australiano, canadese e inglese) danno migliori garanzie (a patto di conoscere la lingua). Più prodotti sul lato offerta e più clienti sul lato domanda.
Lo testerò nei primi mesi del 2010 riportando i risultati sul mio blog.
Perchè? Perchè il mercato italiano è POVERO.
Povero dal lato della domanda: gli italiani che comprano su internet sono veramente pochi, meno ancora quelli che usano paypal, meno ancora quelli che comprano infoprodotti.
Povero dal lato dell'offerta: focus degli editori sul guadagno online (che in Italia funziona poco e male), contenuti di scarsa qualità (a parte poche eccezioni).
Quindi chi guadagna veramente qualcosa con le affiliazioni sono quei pochi informaketer che sono riusciti, con costanza, investimenti e professionalità, a farsi un nome.
Una nota anche per loro: basta farsi pubblicità a videnda per favore! (il plurinominato e discusso/discutibile Mauro Franco almeno su questo ha ragione al 100%).
Una via d'uscita (relativamente al mercato delle affiliazioni) sembra esserci, ma bisogna andare oltre oceano: clickbank.
Un ragionamento semplicistico: domanda e offerta del mercato USA (comprendendo anche quello australiano, canadese e inglese) danno migliori garanzie (a patto di conoscere la lingua). Più prodotti sul lato offerta e più clienti sul lato domanda.
Lo testerò nei primi mesi del 2010 riportando i risultati sul mio blog.
giovedì 17 dicembre 2009
Un illuminante intervento sugli ebook Bruno Editore
Non me ne voglia l'autore, il testo è prelevato dal forum del sito alverde.net, ma è davvero illuminante nonchè da me condiviso al 100%.
Questi venditori di e-book fanno leva sulle necessità e sogni delle persone!
Ventilano, con titoli attraenti, guadagni facili e cifre spropositate.
Ma la prima e unica cifra spropositata è quella dei loro "libri". Un libro semi universitario di 500 pagine è scritto da luminari dell'argomento. Vado in libreria (costi di apertura e gestione dell'attività); me lo sfoglio con calma facendo le mie valutazioni (stampa, rilegatura, trasporto, diffusione e magari pubblicità hanno un costo); lo compro ad un prezzo di 50 € (iva inclusa).
Poi vado su internet e vedo un e-book. Mi fanno vedere il primo capitolo scritto appositamente per attrarre gli "interessati" pensando che tutto il "libro" sia così; poi scarico le 150 "pagine" che 150 pagine non sono perchè sono facciate e in un libro vero diventerebbero 75; pago 53 € (per non parlare di quelli da 150!) per un file che manco mi dà la carta stampata, quella la devo mettere io!
Poi vedo che ogni pagina ha un carattere molto grande e un'interlinea molto ampia. Faccio il calcolo dei caratteri totali e viene fuori che se fosse scritto nei canoni classici non supererebbe il volume del libretto di istruzioni della mia lavatrice automatica.
Poi mi faccio anche io la domanda: ma perchè svelare a noi poveri mortali i loro segreti?
La mia risposta è questa: perchè la gente vive di sogni, e si sogni si pagano profumatamente.
Un fattore ulteriore è che quando un mercato è saturo (vedi Ebay) e nessuno più guadagna come una volta, l'ultimo colpo di coda per avere ancora profitto e raccontare come facevano (in passato) a guadagnare facendo credere alla gente che sia ancora possibile.
La stessa cosa succede in borsa. Quando la notizia diventa di pubblico dominio e tutti si buttano nel mercato vuol dire che il mercato è già saturo. I professionisti lo sanno e diffondono volontariamente le informazioni affinche quello che loro hanno comprato a 1 lo possano vendere a 100 e liberarsene.
Gli e-book non fanno differenza.
Io ho avuto l'opportunità di leggere un solo e-book molto pubblicizzato che mi è stato prestato da un amico. Il resto del mio pensiero me lo sono fatto tramite le newsletter (altamente intrise di frasi attrattive), gli e-book omaggio, i forum di questi guru che si autocelebrano l'uno con l'altro in un disegno comune con gli stessi fini. E' il WIN-WIN, tu parla bene di me che io parlo bene di te così io vendo e tu vendi mentre mangiamo nello stesso piatto.
Sono maestri nella manipolazione (lo ammetto con una punta di invidia) vendendosi ora come immobiliaristi, ora come esperti di seduzione, ora come maestri di marketing piuttosto che di ipnosi o di AdWords. Quante qualità che hanno!
Ma una cosa resta sempre la stessa. L'alto prezzo dei loro "libri" e il metodo subdolamente manipolativo dei sogni delle persone.
Questi venditori di e-book fanno leva sulle necessità e sogni delle persone!
Ventilano, con titoli attraenti, guadagni facili e cifre spropositate.
Ma la prima e unica cifra spropositata è quella dei loro "libri". Un libro semi universitario di 500 pagine è scritto da luminari dell'argomento. Vado in libreria (costi di apertura e gestione dell'attività); me lo sfoglio con calma facendo le mie valutazioni (stampa, rilegatura, trasporto, diffusione e magari pubblicità hanno un costo); lo compro ad un prezzo di 50 € (iva inclusa).
Poi vado su internet e vedo un e-book. Mi fanno vedere il primo capitolo scritto appositamente per attrarre gli "interessati" pensando che tutto il "libro" sia così; poi scarico le 150 "pagine" che 150 pagine non sono perchè sono facciate e in un libro vero diventerebbero 75; pago 53 € (per non parlare di quelli da 150!) per un file che manco mi dà la carta stampata, quella la devo mettere io!
Poi vedo che ogni pagina ha un carattere molto grande e un'interlinea molto ampia. Faccio il calcolo dei caratteri totali e viene fuori che se fosse scritto nei canoni classici non supererebbe il volume del libretto di istruzioni della mia lavatrice automatica.
Poi mi faccio anche io la domanda: ma perchè svelare a noi poveri mortali i loro segreti?
La mia risposta è questa: perchè la gente vive di sogni, e si sogni si pagano profumatamente.
Un fattore ulteriore è che quando un mercato è saturo (vedi Ebay) e nessuno più guadagna come una volta, l'ultimo colpo di coda per avere ancora profitto e raccontare come facevano (in passato) a guadagnare facendo credere alla gente che sia ancora possibile.
La stessa cosa succede in borsa. Quando la notizia diventa di pubblico dominio e tutti si buttano nel mercato vuol dire che il mercato è già saturo. I professionisti lo sanno e diffondono volontariamente le informazioni affinche quello che loro hanno comprato a 1 lo possano vendere a 100 e liberarsene.
Gli e-book non fanno differenza.
Io ho avuto l'opportunità di leggere un solo e-book molto pubblicizzato che mi è stato prestato da un amico. Il resto del mio pensiero me lo sono fatto tramite le newsletter (altamente intrise di frasi attrattive), gli e-book omaggio, i forum di questi guru che si autocelebrano l'uno con l'altro in un disegno comune con gli stessi fini. E' il WIN-WIN, tu parla bene di me che io parlo bene di te così io vendo e tu vendi mentre mangiamo nello stesso piatto.
Sono maestri nella manipolazione (lo ammetto con una punta di invidia) vendendosi ora come immobiliaristi, ora come esperti di seduzione, ora come maestri di marketing piuttosto che di ipnosi o di AdWords. Quante qualità che hanno!
Ma una cosa resta sempre la stessa. L'alto prezzo dei loro "libri" e il metodo subdolamente manipolativo dei sogni delle persone.
lunedì 14 dicembre 2009
Cosa serve veramente per guadagnare con le affiliazioni?
Ecco la dura verità che ho sperimentato.
Guadagnare online non è una cosa semplice, è un lavoro come tutti gli altri e presuppone conoscenze, esperienze (positive o negative che siano), tempo, volontà e applicazione.
Il guadagno online non si può neanche lontanamente considerare se non si è in grado di:
1. creare e modificare pagine web (HTML),
2. scrivere testi interessanti e convincenti (copywriting),
3. prolungare l'interesse delle persone (email marketing),
4. creare un sito che sia seguito, popolare (blogging business) e accattivante (grafica)
5. ottimizzare le proprie pagine online per avere un buon posizionamento sui motori di ricerca (SEO),
6. vendere prodotti (marketing)
Il consiglio che mi sento di darvi è quello di NON ABBOCCARE a cifre di guadagno mensile a tre zeri tanto sbandierate, a chi vi dice che è semplice, a chi vi dice che non servono competenze, a chi vi dice che l'investimento iniziale è pari a zero, a chi vi dice che chiunque sappia navigare in rete sia anche in grado di guadagnare online.
Guadagnare online non è una cosa semplice, è un lavoro come tutti gli altri e presuppone conoscenze, esperienze (positive o negative che siano), tempo, volontà e applicazione.
Il guadagno online non si può neanche lontanamente considerare se non si è in grado di:
1. creare e modificare pagine web (HTML),
2. scrivere testi interessanti e convincenti (copywriting),
3. prolungare l'interesse delle persone (email marketing),
4. creare un sito che sia seguito, popolare (blogging business) e accattivante (grafica)
5. ottimizzare le proprie pagine online per avere un buon posizionamento sui motori di ricerca (SEO),
6. vendere prodotti (marketing)
Il consiglio che mi sento di darvi è quello di NON ABBOCCARE a cifre di guadagno mensile a tre zeri tanto sbandierate, a chi vi dice che è semplice, a chi vi dice che non servono competenze, a chi vi dice che l'investimento iniziale è pari a zero, a chi vi dice che chiunque sappia navigare in rete sia anche in grado di guadagnare online.
mercoledì 2 dicembre 2009
Adwords solamente con Partita IVA...la fine degli affiliati?
Riporto la notizia presa dal blog di Adwords:
"Questo è un post informativo di obbligo di indicazione del numero di partita IVA. Dal 1° gennaio l'Unione Europea ci richiederà di fornire periodicamente un rapporto, denominato rapporto VIES, contenente la descrizione dei servizi che forniamo, il valore di tali servizi e il numero di partita IVA dei nostri clienti. La maggior parte di voi ha probabilmente già indicato un numero di partita IVA nel proprio account, tuttavia chi non lo avesse ancora fatto è tenuto a indicarlo entro il 1° gennaio."
Se la P.IVA diventasse obbligatoria sarebbe una doppia sconfitta: per adwords, che perderebbe tutti gli inserzionisti che non la posseggono; e per gli aspiranti affiliati che ovviamente non riuscirebbero a sopportarne i costi (a proposito, grazie Italia, come al solito).
Ho chiesto specificatamente se è possibile rimediare almeno con l'indicazione del codice fiscale, ma dal blog di adwords tutto tace.
"Questo è un post informativo di obbligo di indicazione del numero di partita IVA. Dal 1° gennaio l'Unione Europea ci richiederà di fornire periodicamente un rapporto, denominato rapporto VIES, contenente la descrizione dei servizi che forniamo, il valore di tali servizi e il numero di partita IVA dei nostri clienti. La maggior parte di voi ha probabilmente già indicato un numero di partita IVA nel proprio account, tuttavia chi non lo avesse ancora fatto è tenuto a indicarlo entro il 1° gennaio."
Se la P.IVA diventasse obbligatoria sarebbe una doppia sconfitta: per adwords, che perderebbe tutti gli inserzionisti che non la posseggono; e per gli aspiranti affiliati che ovviamente non riuscirebbero a sopportarne i costi (a proposito, grazie Italia, come al solito).
Ho chiesto specificatamente se è possibile rimediare almeno con l'indicazione del codice fiscale, ma dal blog di adwords tutto tace.
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